Italia prima esportatrice in Europa di biologico

BiologicoL’Italia è il primo paese in Europa per esportazioni di prodotti biologici con un giro d’affari di 3miliardi di euro l’anno.

L’estimatore numero uno è la Germania, che non solo importa da noi frutta e verdura (vanno per la maggiore le conserve di pomodoro), ma anche vino, olio e l’immancabile pasta.

A sorprendere inoltre è la ricerca effettuata dall’Aiab (Associazione italiana di agricoltura biologica), secondo la quale mentre la crisi svuota il carrello della spesa, facendo registrare una contrazione dei consumi alimentari del 3,7%, il biologico è invece protagonista di un incremento pari all’8,8%.

Sulla tavola degli italiani si è aggiunto un altro ingrediente: la consapevolezza.

E’ evidente che a pensare che “noi siamo quello che mangiamo” non è più soltanto il filosofo Feuerbach, ma un numero crescente di persone che si approccia al cibo con una coscienza critica che mette sul piatto della  bilancia qualità e allo stesso tempo sviluppo sostenibile.

Scegliere il biologico è sinonimo di prodotti coltivati senza uso di ogm, ma anche rispetto per l’ambiente, sostegno dell’agricoltura locale e quindi filiera corta.

Anche a scuola si mangia bio.

Le mense in cui si mangia bio negli ultimi anni sono aumentate del 50%, con 1,2 milioni di pasti biologici consumati annualmente.

Già dal 1999 vennero fatti interventi legislativi in questo senso, ma da qualche anno la tendenza è stata rafforzata dalle Regioni stesse che hanno prodotto leggi che prevedono finanziamenti ai Comuni che incentivano gli istituti scolastici a mangiare bio.

E’ il caso ad esempio di Lazio, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Marche e Veneto.

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